Il mio viaggio nello yoga

Quando pratichiamo le Asana ci svegliamo dal lato emotivo, e diventiamo più sensibili, mentalmente ed emotivamente più attenti. Ironia della sorte, Asana in sanscrito, è una posizione che è al tempo stesso ferma e confortevole, un luogo in cui ci si può sentire completamente presenti.

Solo semplicemente dando attenzione e validando ogni sensazione, la pratica diventa un metodo per sintonizzarci ed allinearci in modo multiforme con il nostro corpo-mente ma anche con tutta la coscienza.

Con una pratica regolare, quotidiana, si può imparare a relazionarci con tutte le sensazioni, per quanto piacevoli per quanto spiacevoli, imparando ad accettare gli opposti, imparando ad abbracciare tutte le emozioni, imparando a reintegrare tutte le parti del nostro corpo e della coscienza che abbiamo rigettato e a reclamarle, sentendo che tutte queste parti non sono più frammentate ma unite in uno spazio illimitato.

Non sono le sensazioni o emozioni scomode la causa della sofferenza ma la nostra resistenza a queste stesse sensazioni o emozioni a causare la sofferenza

Ciò che resiste persiste...

Non possiamo cambiare le nostre emozioni, i nostri pensieri o la nostra fisicità come un interruttore della luce. Non possiamo passare da una colonna vertebrale rigida a una flessibile durante la notte. Lo yoga ci insegna ad accettare la realtà com'è, nella sua interezza, prima o poi, in quello stato di accettazione, vediamo quale cambiamento è possibile. Aprendoci con fiducia al potere di agire su tale realtà, respiro dopo respiro, giorno dopo giorno e anno dopo anno con perseveranza lenta e costante per tutta la vita.

Forse il più grande dono di questa pratica è la possibilità ogni giorno di sapere solo un po' più di pace.